AIUTO PER ORFANOTROFIO IN KENYA – RACCONTO DI UNA DIPENDENTE WENATEX SUL PROPRIO IMPEGNO SOCIALE IN AFRICA

beitragsbild7Il bisogno di impegnarsi socialmente non è sentito solamente dai titolari dell’azienda Wenatex ma anche dai suoi collaboratori, tra i quali spunta il nome di Sandra Übelhör, una dipendente di lunga data che ha prestato aiuto per alcuni mesi presso un orfanotrofio in Kenya. Qui di seguito il racconto dell’esperienza vissuta in Africa.

 

 

 

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Da molto tempo avevo intenzione di partecipare ad un programma di aiuto sociale in Africa, e negli scorsi mesi ho avuto finalmente la possibilità di realizzare questo mio desiderio. Sono partita per il Kenya all’inizio di novembre e ho lavorato come volontaria presso un piccolo orfanotrofio che ospita bambini di età tra gli otto e i diciotto anni che hanno perso i genitori in modo drammatico.
Julie e Moses Chege, due keniani che hanno vissuto e studiato alcuni anni in USA hanno fondato nel 2005, su propria iniziativa, l’orfanotrofio “Valley of Tumaini”, vicino a Nakuro, nella Rift Valley. La casa in cui vivono è affittata e qui vi abita anche una tata con suo figlio, che si prende cura ogni giorno dei bambini orfani con tutta la forza e l’energia di cui dispone. Per Julie & Moses, che sono affettuosamente da tutti chiamati mamma e papà, aiutare il prossimo è un bisogno che non ha bisogno di spiegazioni. Lavorano molto duramente per mantenere e sostenere dove e come possono i loro 3 più 21 bambini del “Valley of Tumaini” . Per loro stessi, spesso non rimane né tempo, né soldi. Io ammiro la loro dedizione e il loro impegno, perché non è facile, nella nostra comunque molto ricca società, trovare persone che rinuncino al loro standard di vita per dare qualcosa a chi non ha nulla. Inizialmente ho avuto molta compassione per il destino di questi bambini , ma ora so che anche se non è facile crescere in povertà e che l’amore dei genitori defunti non può essere sostituito, c’è comunque la grande e amorevole comunità dell’orfanotrofio che si occupa di loro, che gli dà cure, attenzioni e che promuove in loro spirito d’adattamento e tolleranza. Solo la continua mancanza di fondi gli impedisce di avere un’infanzia spensierata e un futuro con sicure prospettive.

Ho trovato il progetto “Valley of Tumaini” in Internet dopo molte ricerche e sono stata subito accettata di cuore da questa famiglia allargata. Appena arrivata i bambini erano un po’ timidi e parlavano con me a voce bassa, ma sono diventata ogni giorno di più un membro di questa famiglia e mi rendo conto di quanto essi siano diventati parte di me. Poiché io non sono un’insegnante, una dottoressa, un infermiera, pensavo di non poter offrire tanto in un progetto simile e quindi ho indugiato per un po’ di tempo. Ma il contributo che qui ho potuto offrire è il tempo che ho dedicato loro, favorendo anche uno scambio interculturale e dimostrandogli che quello che qui succede viene letto e conosciuto anche da persone al di fuori dell’Africa.

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Ho portato con me una grande valigia piena di giochi. È stato veramente bello vedere quanto ne sono stati felici. Alcune cose non sapevano neanche cosa fossero e mi commosso far apparire un sorriso sul loro viso. Ora capisco i genitori che dicono che basta un sorriso del loro bambino per riprendere il buon umore. Il bello è che sono bastate cose semplici per renderli felici,  come il mio vecchio lettore CD portatile. È una sensazione indescrivibile assistere a questa loro gioia, perché soprattutto in Austria, anche i più piccoli hanno molto più di quanto avrebbero effettivamente bisogno e perdono presto la capacità di gioire per un regalo. Solo per darvi un’idea di come siano qui le condizioni di vita : i bambini dello Tumaini così come molti altri figli degli abitanti del villaggio, devono procurarsi da soli l’acqua e trascinarla fino all’orfanotrofio, perché, come nella maggior parte delle case in città, non ci sono più condutture idriche funzionanti.

Uno dei più grandi problemi in Kenya è che il governo non si assume i costi per l’istruzione scolastica. La percentuale dei bambini e degli adulti che non è mai andata a scuola è quindi altissima. E com’è da tutti risaputo, l’istruzione scolastica rappresenta una dei presupposti per trovare in futuro un impiego redditizio e qualificato e uscire finalmente da una situazione di povertà. Purtroppo molti genitori non possono permettersi le alte tasse scolastiche perché guadagnano troppo poco e quel poco lo devono usare per la quotidiana lotta per la sopravvivenza. Alle tasse si deve aggiungere che ogni bambino ha bisogno di una propria divisa e materiale scolastico. In un primo momento ho pensato di portare i bambini con me nelle molte escursione intraprese, soprattutto per distrarli un po’ dalla loro quotidianità. Ma dal momento che ho cominciato a vivere qui, ho capito che è molto più importante sostenerli dal punto di vista dell’educazione scolastica e da quello alimentare. Attraverso donazioni da parte di amici, conoscenti e colleghi della Wenatex sono riuscita a pagare il primo quadrimestre (uno di tre) per i bambini del Tumaini e questa è la cosa più ragionevole e importante che possiamo fare qui. Anche se la voglia di andare a scuola è la stessa dei bambini in Europa, ho cercato di fargli comprendere quanto sia importante una formazione per il loro futuro e quello del loro Paese.

 

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Dal momento che da alcuni anni dò il mio sostegno anche all’associazione salisburghese “Panairobi  (associazione che aiuta i bambini che vivono sulla strada a Nairobi – per chi volesse più informazioni le può trovare all’indirizzo www.panairobi.net/) e mi trovavo proprio in Kenya dove ho potuto incontrare il personale, i bambini e i giovani di questa associazione, ho deciso di dare un ulteriore contributo. Da anni l’associazione promette ai ragazzi un’escursione nella natura che tuttavia non è riuscita ancora a finanziare ma che i giovani continuano a chiedere. Quando sono venuta a conoscenza della cosa ho deciso di sponsorizzare io l’escursione e di esaudire finalmente un loro desiderio.

Quindi con 30 tra bambini e adolescenti abbiamo fatto un’escursione sul monte Longonot, un vulcano situato nella meravigliosa Rift Valley. Al ritorno in bus verso casa, un ragazzo ha preso parola e in nome di tutti mi ha ringraziato per aver reso possibile questa bellissima escursione. Mi viene ancora oggi la pelle d’oca ripensando alle parole e all’applauso che mi hanno regalato. Una cosa semplice come un’escursione in giornata rappresenta qualcosa di così importante che non può essere descritta, per dei bambini che, come mi hanno raccontato i fondatori dell’associazione, nei pochi anni della loro vita hanno già visto e vissuto l’inferno. Almeno per un giorno siamo riusciti a distrarli dal loro destino e far spuntare sul loro viso un sorriso.

Da tutti i pensieri e i preparativi per il mio viaggio in Africa è nato anche il mio primo sito internet. Naturalmente siete tutti invitati a dare un’occhiata al progetto che ho portato avanti all’indirizzo: www.sanyes.at.

… e anche se si stratta di una goccia che cade su una pietra calda,
ogni piccola cosa ha un grande valore
e mettendo insieme tante piccole cose, ne nascerà qualcosa di grande
che per qualcuno può significare il mondo intero.

Personalmente sono molto contenta che di essere riuscita a raccogliere il coraggio e soldi necessari a intraprendere questo passo nonostante tutti i “se e i ma” che mi passavano per la testa e di aver dato il mio piccolo contributo per aiutare qualcuno che non ha avuto la nostra stessa fortuna. Senza la Wenatex non ne avrei tuttavia avuto la possibilità ed è per questo che voglio di nuovo dire all’azienda per cui lavoro “Asante sana”, che in keniano significa “grazie”!

Più informazioni sul progetto le trovate su: www.sanyes.at