Apprendere durante il sonno

Apprendere durante il sonno

Quale alunno o studente non l’ha sognato? Di sera mettere semplicemente il libro sotto il cuscino e alzarsi il mattino successivo magicamente preparati per il compito in classe o l’interrogazione.
Anche se è vero che durante il sonno avviene un apprendimento, la faccenda non è così semplice. Infatti, prima di poter fissare nella nostra memoria delle nuove conoscenze, queste devono in qualche modo arrivarci: in sostanza, sedersi sui libri e studiare è una cosa inevitabile.

Dormendo si fissano le nuove conoscenze

Notte dopo notte, mentre dormiamo, ripetiamo ciò che abbiamo imparato il giorno precedente. Questo vale sia per le conoscenze teoriche di nuova acquisizione sia per i nuovi processi motori.
A seconda che si stia imparando ad esempio a sciare oppure si stia studiando sodo per affrontare un esame, le varie fasi del sonno risultano decisive. Mentre le capacità motorie vengono fissate piuttosto nella fase REM, quindi la fase dei sogni, per l’apprendimento di conoscenze fattuali è importante soprattutto il sonno profondo.

Durante il sonno le nuove conoscenze vengono trasferite alla memoria a lungo termine e qui fissate: tale processo a volte richiede addirittura più notti. Abbiamo quindi bisogno del sonno per fissare in modo duraturo le novità. Tuttavia siamo ben lontani dal memorizzare tutto ciò che apprendiamo: la nostra memoria, infatti, filtra le informazioni ricevute e cancella quelle che non vengono ritenute importanti.

Dormire subito dopo aver studiato migliora l’apprendimento

L’apprendimento durante il sonno funziona quindi particolarmente bene se i principali contenuti vengono ripetuti ancora una volta poco prima di andare a letto, in modo che siano tra gli ultimi ricordi che restano in memoria prima di mettersi a letto, garantendo così che essi non siano “sovrascritti” da nozioni o accadimenti più recenti.

Anche un breve pisolino dopo aver studiato può aiutare a fissare più velocemente nella memoria i contenuti appresi, migliorando il rendimento di corpo e mente per il resto della giornata. Riguardo il sonnellino pomeridiano abbiamo pubblicato un interessante articolo qui nel blog da titolo Il sonnellino pomeridiano aiuta veramente?.

Studi e ricerche confermano che l’apprendimento è migliore se si è dormito bene e a sufficienza.

Il tema riguardante l’importanza di dormire a sufficienza è stato affrontato nel programma “nano” del canale televisivo sat durante il quale è stato trasmesso il servizio intitolato “Training im Tiefschlaf” (Allenamento/apprendimento durante il sonno profondo). Il contributo ha documentato un esperimento effettuato dal sonnologo Jan Born in seno al quale è stato paragonato il rendimento della memoria di studenti che hanno dormito a sufficienza dopo aver studiato, col rendimento di studenti che non hanno dormito affatto o hanno dormito troppo poco. Il risultato non ha lasciato dubbi: gli studenti riposati se la sono cavata molto meglio nel test di memoria.

In conclusione

Prima di importanti esami si dovrebbe dormire bene e a sufficienza durante la notte e studiare sodo durante il giorno: solo in questo modo i contenuti appresi resteranno impressi nella memoria.

Fonti:
Zulley, Jürgen (2005). Mein Buch vom guten Schlaf. Endlich wieder richtig schlafen. S. 125-131
http://www.3sat.de/page/?source=/nano/medizin/142617/index.html

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