Disturbi del sonno? Un aiuto da Madre Natura!

Disturbi del sonno? Un aiuto da Madre Natura!

In Europa centrale, secondo gli esperti, vengono spesi annualmente tra i 300 e i 400 milioni di euro circa, per sostanze acquistabili senza ricetta medica, che aiutano a dormire. Spesso non è necessario ricorrere a pillole sintetiche perché la natura ha provveduto…

Il luppolo – non solo ingrediente della birra

“Luppolo e malto e Dio ti conserva” così dicono i birrai. Ed effettivamente la birra senza luppolo sarebbe piuttosto insapore. Già da secoli è risaputo che, il luppolo ha effetto sedativo e favorisce il sonno.

Il luppolo si può trovare sotto forma di compresse o gocce, ma anche cuscini e bagni con luppolo possono contribuire a migliorare il sonno.

Un esempio per la preparazione della tisana al luppolo: mettere in infusione uno o due cucchiaini da tè di luppolo in coni in 150 ml di acqua bollente, coprire e filtrare dopo circa 15 minuti. La dose ideale è di due/quattro tazze di tisana, preparata al momento, bevute nel corso della giornata, l’ultima prima di andare a dormire.

L’ uso del luppolo è sconsigliato in gravidanza, durante l’allattamento e nei bambini sotto i dodici anni. La pianta fresca può anche causare allergie provocando mal di testa, congiuntivite e orticaria.

La melissa – amata anche dagli antichi romani

Al giorno d’oggi i disturbi del sonno sono più diffusi che mai, ma sembra che ne soffrissero anche gli antichi romani. E per questo avevano anche un rimedio: la melissa. La medicina, oggi, utilizza solo gli oli essenziali ottenuti dalle foglie delle piante di altezza fino a 90 cm.

Le foglie contengono sostanze tanniche, resine, mucillagini, olii essenziali e anche citrale e citronella che le conferiscono il caratteristico odore.

In antichi scritti viene ripetutamente descritta come calmante e rimedio contro i crampi.

L’utilizzo della melissa è controindicato in caso di terapie a base di ormoni tiroidei. Studi sugli animali hanno dimostrato che, gli estratti della melissa, possono avere influenza sulla tiroide. Quindi, anche in questo caso, un buon consiglio: parlarne prima con il proprio medico.

  • Infuso alla melissa: mettere in infusione da 1,5 a 4,5 grammi di melissa in 150 ml di acqua bollente, coprire e filtrare dopo circa dieci minuti. Bere una tazza di tisana, preparata al momento, più volte al giorno.
  • Olio essenziale di melissa: da 0,05 fino a 0,2 ml per via orale o per l’ aromaterapia.

La melissa è generalmente molto ben tollerata, ma una dose eccessiva potrebbe provocare sonnolenza, è da usare quindi con cautela se si deve guidare o utilizzare un macchinario.

La passiflora – portata in Europa dai missionari

Il nome “passiflora” gli fu attribuito dai missionari europei in Sudamerica, per la particolare forma della pianta, simile ai simboli religiosi della passione di Cristo.
L’arbusto, alto fino a dieci metri, portato in Europa, venne apprezzato per le sue bacche commestibili, ma anche per le sue proprietà medicinali. In medicina se ne usano le parti verdi essiccate.

L’erba contiene flavonoidi, cumarine, zuccheri, glicoproteine e, in quantità leggermente inferiore, oli essenziali. Nelle antiche ricette ne viene raccomandato l’uso, in combinazione con altri fitonutrienti, per i disturbi della sfera nervosa ma anche del sonno. Inoltre, la passiflora, è adatta come trattamento di supporto per la cura della depressione.

Infuso: Mettere un cucchiaino da tè (circa due grammi) di passiflora essiccata e tritata in 150 ml di acqua bollente, lasciare in infusione e filtrare dopo dieci minuti. Gustare una tazza di infusione preparata al momento due/tre volte al giorno e prima di andare a dormire.

Provate e… buona fortuna!

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